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 Palermo, 6 agosto 2015 – “Non basta fare le riforme se poi non vengono applicate. Forse non tutte le stazioni appaltanti della Sicilia sanno che nel bandire le gare adesso devono tenere conto della recente riforma dei criteri di aggiudicazione, che contrasta i fenomeni dei ribassi anomali e delle ‘cordate’, approvata dall’Ars con la legge 14 dello scorso 10 luglio, e ciò secondo l’Ance Sicilia vale sin dai bandi pubblicati dallo scorso 18 luglio, data di entrata in vigore della legge, cioè il giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana”. ... 

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SICILIA: LE STAZIONI APPALTANTI DEVONO APPLICARE LA RIFORMA, A PARTIRE DAI BANDI PUBBLICATI DAL 18 LUGLIO – GIA’ ALCUNI COMUNI NON LO HANNO FATTO – L’ANCE SICILIA: “SEGNALEREMO SUBITO TUTTE LE ANOMALIE PER EVITARE IL SUCCESSIVO ANNULLAMENTO DELLE GARE”

6 Agosto 2015
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SICILIA: LE STAZIONI APPALTANTI DEVONO APPLICARE LA RIFORMA

A PARTIRE DAI BANDI PUBBLICATI DAL 18 LUGLIO

GIA’ ALCUNI COMUNI NON LO HANNO FATTO

L’ANCE SICILIA: “SEGNALEREMO SUBITO TUTTE LE ANOMALIE PER EVITARE

IL SUCCESSIVO ANNULLAMENTO DELLE GARE”

  

Palermo, 6 agosto 2015 – “Non basta fare le riforme se poi non vengono applicate. Forse non tutte le stazioni appaltanti della Sicilia sanno che nel bandire le gare adesso devono tenere conto della recente riforma dei criteri di aggiudicazione, che contrasta i fenomeni dei ribassi anomali e delle ‘cordate’, approvata dall’Ars con la legge 14 dello scorso 10 luglio, e ciò secondo l’Ance Sicilia vale sin dai bandi pubblicati dallo scorso 18 luglio, data di entrata in vigore della legge, cioè il giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana”.

Lo dice Santo Cutrone, neo vicepresidente vicario dell’Ance Sicilia, spiegando che “già alcuni Comuni, forse ignorando le novità, non lo hanno fatto o lo hanno fatto parzialmente. Siamo dovuti intervenire segnalando l’anomalia per evitare ricorsi, contenziosi e il successivo annullamento degli incanti, con l’allungamento dei tempi di aggiudicazione delle opere se non addirittura la perdita dei fondi; e infatti questi Comuni hanno prontamente pubblicato gli avvisi di rettifica”.

“L’obbligo di applicare la riforma – aggiunge Cutrone – è reso ancora più imperativo dalla tempestiva pubblicazione della circolare esplicativa, firmata lo scorso 31 luglio dall’assessore regionale alle Infrastrutture Giovanni Pizzo e dal dirigente generale Giovanni Arnone, nella quale vengono minuziosamente spiegati tutti i passaggi da seguire nell’esclusione delle offerte anomale e si tende a superare problemi interpretativi di applicazione delle norme modificate. Quindi l’assessorato, emanando i chiarimenti in un tempo così breve, ha manifestato una precisa linea politica e di indirizzo e nessuno ha più alibi per non adottare le nuove regole di trasparenza, legalità e rispetto della sana concorrenza”.

“La riforma – conclude Santo Cutrone – , frutto della collaborazione fra Governo regionale, Ars e le associazioni datoriali riunite con i sindacati e gli ordini professionali nella Consulta regionale delle costruzioni, rappresenta la più importante occasione degli ultimi anni per provare a fare ripartire in Sicilia il settore dell’edilizia che non può più sopportare ulteriormente una crisi che ha mietuto migliaia di imprese e oltre centomila posti di lavoro. Per questa ragione l’Ance Sicilia vuole sostenere la volontà delle pubbliche amministrazioni di sviluppare gli investimenti in infrastrutture, anche  vigilando sulla corretta rispondenza dei bandi di gara alle modifiche introdotte dalla legge regionale 14 del 2015. Segnaleremo tutte le anomalie per evitare ricorsi, contenziosi, annullamenti di gare. Infatti, l’obiettivo della riforma che tutti abbiamo voluto è esattamente il contrario: fluidificare le procedure, limitare i contenziosi, ridurre i tempi di aggiudicazione delle opere”.

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